FRIDA K – Vita di merda con pittura: dopo il sold out a Teatro Libero, la nostra Frida arriva al Teatro di Varese

FRIDA K- Vita di merda con pittura – RASSEGNA VARESEINSCENA presso Teatro di Varese

GIOVEDI’ 22 FEBBRAIO

ORE 21.00

INFO E PRENOTAZIONI

http://vareseinscena.altervista.org/home/info-e-contatti/

 

Dopo l’ottimo debutto dell’ottobre 2016 (recensioni delle repliche a Teatro Libero), è tornata in via Savona in occasione dell’apertura della mostra FRIDA KAHLO-OLTRE IL MITO al MUDEC di Milano . Dall’1 a 6 febbraio lo spettacolo è rimasto in scena, registrando, ancora una volta,  un grande successo di pubblico e critica. Grande attesa dunque per questo spettacolo che debutterà nella sua città natale, che è anche la città di origine della regista e drammaturga Serena Nardi, che sarà sul palco del teatro OPENJOBMETIS  con l’attrice Sarah Collu.

Ecco qualche stralcio delle ultime recensioni ottenute a Milano:

CARLO TOMEO per FLAMINIO BONI UN POSTO IN PRIMA FILA A TEATRO

“… Ora la sua vita è arrivata in teatro, grazie a Serena Nardi che ha creato un atto unico, ricavandone la drammaturgia dai diari e altri testi che Frida scrisse durante tutta la sua vita. Non ci troviamo quindi di fronte a una trama sulla vita della pittrice dal punto di vista tradizionale, ma di fronte alle parole che lei stessa aveva scritto e da queste viene fuori comunque un ritratto della sua esistenza, fatta di frammenti che la brava attrice Sarah Collu recita. La Nardi immagina che la morte, in abito scuro con valigia, sia venuta a prendere, come ha già fatto altre volte, Frida per portarla via con sé, ma la donna non vuole seguirla. Accovacciata sul pavimento si tiene strette in una mano una serie di fasce rosse legate al soffitto, fasce rosso sangue, ciascuna di essa è il simbolo di un patimento sofferto e dissente con la donna che interpreta la morte e che le rammenta la vita infelice finora vissuta. (…)

Inizia la proiezione di un inedito e affascinante video di Vittorio Bizzi sulla parete di fondo, dove sono state collocati, non in fila precisa e nel verso contrario, i quadri, per cui ora se ne vedono solo i retri costituiti dalla tela bianca. Sul video si vede la casa dove aveva vissuto Frida, immagini di foglie, colori, pennelli, barattoli, le cose che appartenevano alla donna. Ma, a causa della presenza dei quadri collocati alla rinfusa, queste cose appaiono negli spazi lasciati dai punti di distanza esistente tra un quadro e l’altro e quindi non nella loro completezza: simbolo di una provvisorietà della visione che mentre promette un’immagine, la copre e ne mostra un’altra. Come avviene nella vita, dove mai nulla è certo, né è sicura la durata.

Serena Nardi ha creato un’opera teatrale semplice e comprensibile nella costruzione. L’invenzione del personaggio che fa la parte della morte, peraltro interpretata dalla stessa Nardi è uno dei punti più felici dell’intera opera, in quanto consente di far rivivere il personaggio di Frida Kahlo in una maniera inedita e soprattutto non lo fa scadere in un discorso retorico, sempre in agguato quando si tocca la vita di personaggi famosi.

Molto in linea sono le musiche di Alessandro Cerea che portano la giusta atmosfera del periodo narrato. (…)

Teatro sold out e pubblico molto soddisfatto.”

 

FEDERICO LUCCHESI PER ASSOCIAZIONEVOX.COM

“(…)Perché vederlo:
A inizio proiezione, sulla parete di fondo, dove sono stati collocati dei quadri rivolti in senso contrario, viene proiettato un video inedito, realizzato da Vittorio Bizzi. Sono immagini reali, girate a Città del Messico. Alberi, vento, colori, la cucina, i pennelli, vestiti. Tutto ciò che apparteneva a Frida, direttamente da casa sua. La vera lei, dipinta sulle sue stesse tele, per una volta di nuovo bianche, mentre tutto intorno scorre e si impregna il rosso del sangue, così tangibile sul corpo e nella mente della donna.
Il filo conduttore dell’opera, d’altronde, è racchiuso già nel titolo scelto dalla Nardi: Vita di merda con pittura. Di per sé, siamo di fronte a uno spettacolo di difficile interpretazione, sia da parte delle attrici che da parte del pubblico. I testi, lasciati ampiamente fedeli agli originali, vengono liberati sul palco senza freni di sorta. La fedeltà al personaggio, e la verità del suo essere, sono per una volta centrali nel mondo della finzione.”

 

 

DA RAINBOWPOP.IT

“(…) Frida K – diretto da Serena Nardi – crea e ricrea una vita, un’esperienza, un intero mondo ridotto alle forme e alla sostanza di un palco.
Potenza delle parole di Frida Kahlo e del saper cucire – con maestria – il tessuto di un’esistenza che attendeva da sempre la morte. A fine spettacolo la regista – e anche attrice, Serena Nardi – ha ricordato che il testo portato sul palcoscenico è frutto del genio di Frida. Frasi cucite, come le ferite del corpo della pittrice, su una tela pronta a consegnare bellezza e dolore.
Sarah Collu (Frida) e Serena Nardi (Morte e anche alter ego dell’artista messicana) si guardano e si parlano, si amano e si odiano.Frida, legata a brandelli di stoffa rossa come il sangue, canta il suo addio e il suo strazio. Ripercorre la sua battaglia, ridisegna la sua vita, ama vivere ma forse ha paura di ciò che realmente desidera: la fine di ogni cosa.
Sul palco solo due donne: una rappresenta il corpo martoriato dell’artista messicana e l’altra la Morte lentissima di membra stanche… Sarah Collu è una Frida capace di mostrare – con le espressioni del viso – i colori di tutti gli arcobaleni, anche quelli segreti e dimenticati. Serena Nardi recita la parte della Morte ma anche il desiderio di Frida di poter tornare indietro, quando il corpo traditore era ancora il suo miglior amante…
Milano, Teatro Libero: la magia si ripeterà oggi e domani, 5 e 6 febbraio. Il teatro – si sa – è magia, e queste attrici sono capaci di rendere memoria l’incantesimo del palcoscenico.”

 

Written by