Beat Generation: omaggio poetico musicale a un’epoca

Un omaggio alla Beat Generation

Sono passati più di cinquant’anni dalla pubblicazione di “On the road” di Jack Kerouac, la bibbia della Beat Generation, il libro che ha messo le ali ai piedi a più di una generazione in tutto il mondo. Ne è nata una mitologia felice fatta di ribellioni, viaggi, sbronze e amori fantasiosi. Ma soprattutto di infinite parole, musica e immagini. Dalla poesia-scandalo “Urlo” di Ginsberg, manifesto della poetica della Beat Generation, sono fiorite infinite poetiche artistico-letterarie che porteranno ad una ribellione più consapevole nei decenni a venire, cambiando la faccia del Novecento. La poesia e la musica di quell’epoca si intrecciano e si sovrappongono tra loro per intrattenere un dialogo che ancora appare un’utopia, gravido di speranze inutili e di desideri insoddisfatti.

 

LO SPETTACOLO

Una struttura semplice, che ricorda le serate nei garage, o nei locali fumosi delle cittadine sperdute dell’est e dell’ovest degli Stati uniti. Luci essenziali, quasi degli spot che illuminano i musicisti uno ad uno. Due voci che si rispondono da punti diversi dello spazio, due figure androgine che parlano con la voce dei poeti della Beat, in una mescolanza di musica e parola che trasporta lo spettatore in un’atmosfera rarefatta, coinvolgente, ma viva e reale.

 

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