Happy birthday, Mr. President!!!

Una produzione Giorni Dispari Teatro e Accademia Europea Villa Bossi, presentata in anteprima durante la stagione RED CARPET 2014/2015 e proposta in cartellone al Teatro Libero di Milano nella stagione 2015/2016.

Marilyn Monroe si chiamava, in realtà, Norma Jean Baker. Non conobbe mai il padre e la madre  Gladys passò buona parte della sua vita in un ospedale psichiatrico. E lì finì i suoi giorni, proprio come  sua madre. Norma Jean crebbe tra un orfanotrofio e l’altro,tra un’adozione e l’altra, in famiglie sempre  diverse. Marilyn fu a sua volta ricoverata in un ospedale psichiatrico perchè ritenuta instabile,  depressa. Un destino segnato? Un errore? Una personalità irrimediabilmente compromessa o solo una  donna sensibile e fragile?

Cosa succede nella mente di una ragazza che capisce di essere nata con qualche chance in meno degli  altri e che programma la sua vita in modo tale da poter risalire la china e ritrovarsi in una posizione  che la porta al livello, se non più in altro, degli altri? succede che quella ragazza si costruisce addosso  il personaggio di una donna appariscente, scintillante, vincente. Che quella ragazza fa di sé stessa il  più grande sex symbol di tutti i tempi. Che diventa quello che tutti vorrebbero che fosse. Succede che  quella ragazza si dimentica di sé, che uccide la sua anima mentre vorrebbe solo trovare il modo di  salvarla.

Dentro ogni donna c’è Norma Jean, e c’è Marilyn.

Dentro ogni donna ce ne sono due. Anche dentro di te.

Con : Sarah Collu, nel ruolo di Norma Jean Baker  e Serena Nardi, nel ruolo di Marilyn Monroe

Testo e regia: Serena Nardi

 

LO SPETTACOLO

E’ la mattina del 29 maggio 1962, mancano poche ore alla sontuosa festa organizzata al Madison Square garden di New York per il compleanno dell’uomo più potente d’America, John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Uniti.

Per lui gli organizzatori hanno in serbo una sorpresa: ad augurargli buon compleanno cantando “ Happy Birthday” sarà la star più acclamata del momento, la divina Marilyn Monroe. Un elicottero è pronto al decollo per far sì che l’ospite giunga in tempo alla festa. Un’ora è sufficiente a ripercorrere un’intera esistenza, fatta di delusioni, di sfide, di conquiste e di fallimenti.

Una vita complessa, come lo è la sua personalità: icona di femminilità e personaggio di successo di fronte al pubblico, donna fragile e segnata dagli abbandoni e dalle dure prove della vita affrontate sin dall’infanzia nel suo privato.

L’intento dello spettacolo è esplicitare questa dualità attraverso un confronto immaginario ma reale e serrato sulla scena fra Marilyn Monroe, la diva più desiderata di Hollywood, e Norma Jean Baker, cresciuta senza conoscere mai il padre con l’infanzia trascorsa in orfanotrofio e in adozione a diverse famiglie dopo il ricovero della madre Gladys in ospedale psichiatrico. Capelli castani lunghi e aspetto da ragazza d provincia, Norma Jean crede convintamente che il suo riscatto passi attraverso il successo a tutti i costi, mentre la bionda Marilyn, eterea e fragile, si è resa conto di come l’esteriorità e il successo non possano colmare il vuoto di affetti nascosto sotto il trucco impeccabile, e anzi contribuiscano ad acuirlo.

“Trentacinque anni vissuti con un corpo estraneo
trentacinque anni
con i capelli tinti
trentacinque anni
con un fantoccio.
Ma io non sono Marylin
io sono Norma Jean Baker
perché la mia anima
vi fa orrore
come gli occhi delle rane
sull’ orlo dei fossi?”,

scriveva  Marilyn/Norma Jean.

Nella camera da letto di Marilyn si consuma il conflitto tra le sue due anime, incarnate dalle due attrici in scena, impegnate a rimbalzarsi l’un l’altra errori, difetti, sconfitte, speranze, debolezze e rimpianti di un avita intera, divisa a metà. Al centro un grande letto bianco che in realtà all’inizio dello spettacolo è un’isola, una zattera, una gabbia, una culla. Ben presto però si trasforma in un ring, in uno specchio attraverso il quale le due anime si guardano e si combattono, e , infine, diventa una bara. Disseminati tutti intorno, a rendere disordinata la scena, molti oggetti, anch’essi bianchi e due postazioni ai poli opposti, nere e lapidarie, un inginocchiatoio e un tavolo da trucco.

Una donna, due anime, due colori estremi, opposti: il nero rappresenta la concentrazione di tutti i colori, il bianco è l’assenza assoluta di colore. Queste due dimensioni convivono e configgono dentro di lei e si espandono nello spazio scenico e tra il pubblico.

Le poesie autografe di Marilyn Monroe ( e di Norma Jean…) si integrano nella scrittura scenica di Serena Nardi, in un dialogo che si articola dall’inizio alla fine della rappresentazione.

 

info: redcarpet@outlook.it

3477456918