Il resto è silenzio

Lo spettacolo, nel ricordo delle stragi di Capaci e via D’Amelio, vuole ridisegnare nella nostra memoria, con un tratto leggero ma indelebile, le figure di Falcone e Borsellino attraverso le loro stesse parole. Vengono utilizzati solo i loro scritti, i diari, gli appunti, i dialoghi tratti dalle sceneggiature dei film; nessun articolo giornalistico, nessun saggio, nessuna voce esterna, per ricordarli semplicemente come loro avrebbero voluto essere raccontati. Senza ideologie e senza giudizi: solo come due servitori dello Stato. Il nostro.

l testo dello spettacolo, una paziente tessitura di parole, giudizi, riflessioni dei due eroi della lotta alla mafia, ci restituisce il clima di quella durissima guerra intrapresa dallo Stato o, meglio, da due coraggiosi rappresentanti delle istituzioni contro Cosa Nostra. Una guerra difficile, che agli occhi dei due magistrati non avrebbe dovuto fermarsi neppure di fronte al livello più alto, quello dei rapporti tra mafia e politica, pensiero fisso dei due giudici negli ultimi anni della loro vita.

Un requiem laico per due martiri della Repubblica: i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno spettacolo dal titolo “Il resto è silenzio”, un titolo suggestivo, parole che ascoltiamo al termine dell’Amleto e che ci invitano a rivolgere i nostri occhi alla verità e solo ad essa.

 

Adattamento teatrale e Regia: Serena Nardi