TOSCA
di Giacomo Puccini

Melodramma in 3 atti.

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.

Floria Tosca: Renata Campanella Mario Cavaradossi: Danilo Formaggia Barone Scarpia: Marzio Giossi
Cesare Angelotti: Massimiliano Catellani Sagrestano: Luca Gallo Spoletta: Mario Scagliarini Sciarrone: Luca Gallo
Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane
Maestro Concertatore e Direttore: Stefano Giaroli
Regia, scene e costumi: Serena Nardi

Coro dell’Opera di Parma Maestro del Coro: Emiliano Esposito
Coro Varese Estense Maestro del Coro: Irene Guerra

Maestro alle luci: Marco Ogliosi
Assistente progettazione scene: Debora Palmieri Assistente realizzazione costumi: Marta Ragazzoni
Sartoria: Silvia Padovan Trucco e Parrucco: Eva Skita
Direttore di palcoscenico: Alessandro Brachetti Capo Squadra Tecnica: Gabriele Sassi
Coordinamento Artistico: Carlotta Arata Coordinamento Musicale: Antonio Braidi
Responsabile comunicazione/ Ufficio Stampa: Marco Parotti – Eo Ipso srl
Responsabile di organizzazione: Mara Grisoni
Segreteria di Produzione: Elena Cattani

Una produzione GIORNI DISPARI TEATRO.

BIGLIETTI:

INTERO: Platea € 36,00 | 1° Galleria € 32,00 | 2° Galleria € 28,00

RIDOTTO*: Platea € 32,00 | 1° Galleria € 28,00 | 2° Galleria € 24,00

*Gruppi, under 18 e over 60

SCOLARESCHE (min. 25 studenti): € 10,00

*spettacolo ospitato, per gli acquisti presso il botteghino è richiesto il pagamento in contanti.

BIGLIETTI DISPONIBILI PRESSO LA BIGLIETTERIA DEL TEATRO.

CONTATTI PER INFORMAZIONI: Mara Grisoni, organizzazione@teatrogiornidispari.it | cell. 327 7968987 (anche con messaggistica WhatsApp)


Il libretto deriva dal dramma La Tosca dello stesso Sardou, rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 a Parigi, il cui successo fu legato soprattutto all’interpretazione della grande attrice Sarah Bernhardt. La Tosca venne rappresentata al Teatro dei Filodrammatici di Milano all’inizio del 1889 e Giacomo Puccini ne rimase molto colpito, cominciando a pensare di ricavarne un’opera. Nell’ottobre 1899 l’opera fu completata ed il 14 gennaio 1900 venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma, ora parte del teatro dell’Opera di Roma.
Inizialmente criticata da una parte della stampa, che si attendeva un lavoro più in linea con le due precedenti opere di Puccini, Tosca si affermò ben presto in repertorio e nel giro di tre anni fu rappresentata nei maggiori teatri lirici del mondo. Fu un grandissimo trionfo ed ebbe implicazioni di lunga durata per il teatro in musica, non solo in Italia, ma anche altrove. Plasmò, ad esempio, il teatro d’opera negli Stati Uniti e influì su quello di numerosi Paesi europei nonché, oggigiorno, è uno dei drammi di musica più rappresentati in tutto il mondo. Il 14 gennaio 1900, dunque, data di debutto dell’opera, è considerato come un punto di svolta nella musica italiana – il vero inizio della musica del XX secolo e soprattutto del dramma di musica di stile italiano.

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione. Inoltre non vi è Ouverture iniziale. La vena melodica di Puccini ha modo di emergere nei duetti tra Tosca e Mario, il suo amante, nonché nelle tre celebri romanze, una per atto (Recondita armonia, Vissi d’arte, E lucevan le stelle), che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda.
L’acme drammatico è invece costituito dal secondo atto, che vede come protagonista il sadico barone Scarpia, nel quale l’orchestra pucciniana assume sonorità che anticipano l’estetica dell’espressionismo musicale tedesco.

La trama

L’ambientazione dell’opera è collocata a Roma, tra la chiesa di S. Andrea della Valle, palazzo Farnese e Castel sant’Angelo, e la vicenda si svolge in un unico giorno, il 14 giugno del 1800.
La napoleonica Repubblica Romana è appena stata abolita e sono in corso rappresaglie nei confronti degli ex repubblicani. Fra questi Cesare Angelotti, già console della Repubblica che, evaso da Castel Sant’Angelo, trova rifugio nella Chiesa di Sant’Andrea della Valle. Qui incontra il suo amico pittore Mario Cavaradossi che gli assicura aiuto e collaborazione. Il colloquio fra i due è interrotto dal sopraggiungere della cantante Floria Tosca, amante del pittore, che si lascia andare ad una scenata di gelosia perché si accorge che il volto di Maria Maddalena che Mario sta dipingendo è quello della marchesa Attavanti. Dopo essere stata rassicurata dal pittore, Tosca lascia la chiesa e i due amici fuggono via.
Il resto della storia si sviluppa intorno al personaggio del barone Scarpia, capo delle Guardie Pontificie il quale, venuto a conoscenza dell’intesa fra il fuggiasco ed il pittore, ordisce una trappola per conseguire il duplice obiettivo di sedurre Tosca e catturare Angelotti. Fa dunque arrestare Cavaradossi con l’accusa di cospirazione e poi costringe Tosca, con la promessa di un salvacondotto per il suo amato, a promettersi a lui ed a rivelare il nascondiglio di Angelotti. Tosca cede al ricatto ma, non appena ottenuto il documento, estrae un coltello ed uccide Scarpia. Corre dunque a salvare il suo uomo ma giunge tardi perché, nel frattempo, Mario è stato fucilato. Colta dalla disperazione, Tosca si toglie la vita gettandosi nelle acque del Tevere.

I momenti più intensi del melodramma pucciniano sono probabilmente contenuti nelle arie “Vissi d’arte”, nel II atto, ed “E lucevan le stelle”, nel III. In “Vissi d’arte”, romanza divenuta celebre, si coglie la poetica disperazione e lo smarrimento di Tosca che, sotto l’atroce ricatto di Scarpia, si scopre incapace di concepire e di comprendere tanta cattiveria e si rivolge a Dio con toni di supplica ma anche di risentimento: “Vissi d’arte, vissi d’amore, non feci mai male ad anima viva!… Nell’ora del dolore, perché, perché Signore, perché me ne rimuneri così?”


Organizzatore: Giorni Dispari Teatro